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C'è emigrazione ed emigrazione

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La tragedia del palazzo in fiamme a Londra di qualche giorno fa è stata sconvolgente, ma molti intelligentoni l'hanno fatta diventare un caso politico, parlando ovviamente dei due sfortunati ragazzi italiani che sono morti nell'incendio. Ho sentito incolpare lo Stato italiano della loro morte e se non ci fosse da piangere certi commenti farebbero davvero sbellicare dalle risate. Vivo praticamente da cinque anni e mezzo all'estero, un anno in California,  quattro anni in Sud America e onestamente inizio ad averne le palle piene di sentire parlare degli italiani come disperati costretti all'espatrio da uno Stato aguzzino. Negare i problemi di inserimento nel mondo del lavoro per i giovani in Italia sarebbe come nascondere la polvere sotto il tappeto, ma incolpare il governo italiano per un incidente che ha coinvolto due emigrati italiani all'estero rasenta il ridicolo. Gloria e Marco sono morti per una terribile fatalità in una città che avevano scelto perché avevano…

ARGENTINA, Buenos Aires è quel luogo dove...

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Buenos Aires è quel luogo così simile a una città italiana che ho girato la capitale argentina per dieci giorni convinto che avrei visto spuntare i miei amici di una vita da un momento all'altro.
Buenos Aires è quel luogo dove per dare una moneta da un Pesos di resto non avendocela a disposizione, il commesso mette  sul banco quattro cioccolatini come se fossero monete anch'esse. Un disastro per i diabetici con banconote di grosso taglio...
Buenos Aires è quel luogo dove non si può neppure fare commenti sulle parti posteriori delle donne in italiano che una vecchia porteña capisce ogni singola parola, allungando il  passo sconcertata.
Buenos Aires è una città dove in una sera qualunque ci si imbatte in uno dei numerosi teatros ciegos, dove per un 'ora si assiste a uno spettacolo teatrale con tutti i sensi disponibili tranne la vista e quando si riaccendono le luci niente è più come prima.
Buenos Aires è il luogo dove un vecchio 35enne con i capelli radi, le sopracciglia pr…

ECUADOR, la democrazia in fumo di Moreno e Lasso

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Lenin Moreno ha vinto le elezioni in Ecuador dopo un testa a testa al ballottaggio con l'oppositore Guillelmo Lasso. Sembra la cronaca di un incontro di calcio avvincente tra due avversari che se le suonano di santa ragione, con la differenza che entrambi, a distanza di quasi una settimana dal verdetto, continuano a proclamarsi vincitori. 
L'ex vicepresidente del governo Correa ha dalla sua i risultati ufficiali, divulgati non senza ombre dal Consejo Nacional Electoral, l'organo che si occupa del conteggio dei voti che recitano una vittoria di misura, 51% a 49%; l'ex banchiere si appella a tutti gli istituti di exit poll che fino a venti minuti prima della proclamazione sostenevano come Lasso vincesse con il 53% delle preferenze sul suo avversario.  Il dubbio rimane ovviamente, ed è materia di cospiratori e complottisti a buon mercato. Una cosa è certa: il dopo Correa, che ha governato per dieci anni di fila, mostra un Paese spaccato in due come nella migliore tradizion…

ECUADOR, l'alcol si innalza a ragione di stato

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(CUENCA, ECUADOR) - Continuano senza soluzione di continuità i miei viaggi nel tempo. 
Questa volta mi sono ritrovato nel bel mezzo del proibizionismo della Chicago Anni Trenta, quella dei tempi di Al Capone, ma leggermente più a sud. Siamo in Ecuador, un Paese che si accinge a votare il presidente della Repubblica dopo dieci anni e due tornate elettorali dove a trionfare fu il socialista (ma esiste ancora il socialismo?) Rafael Correa.
Un Paese dove esiste ancora la Ley Seca, vale a dire la legge che proibisce il consumo degli alcolici nei giorni antecedenti alle elezioni. Fino alla chiusura delle urne sarà impossibile comprare una qualsivoglia bottiglia di vino, birra, alcol e soprattutto consumare bevande alcoliche per far sì che gli elettori possano scegliere da sobri il loro futuro. È questa la parte più divertente: uno stato che si "preoccupa" della sobrietà dei propri elettori giusto il giorno prima di votare è da barzelletta, come se avesse ormai accettato l'ubr…

Andare via

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Doveva arrivare prima o poi, l'ultima notte in Italia, passata con i New Order a palla nelle cuffie e davanti a una tisana rilassante che fuma e che sta cercando di calmare le normali tensioni della vigilia. Dovrei essere talmente abituato ormai a questo genere di cose da non avvertire più nessun tipo di ansia.  Ma questa volta non è come tutte le altre. Un misto di sensazioni contrastanti tra di loro stanno facendo una guerra all'interno del mio cranio e per vedere quale vincerà non posso far altro che poggiare il mio fondoschiena su un aereo con una destinazione lontana e aspettare che decolli. Era da qualche anno ormai che non mi succedeva di passare tutto questo tempo da queste parti e non nascondo che negli ultimi mesi ho avuto la sensazione che qualcosa mi trattenesse davvero qui, al di là delle persone care a me che implicitamente hanno reso il distacco un po' più doloroso e con il loro "ma perché non ti fermi ancora un po' di più?" mi hanno fatto vaci…

CUBA, Fidel Castro e la giusta prospettiva

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Ho aspettato pazientemente che terminasse il clamore per la morte di Fidel Castro, o meglio, la solita, consueta diatriba tra chi si schiera pro e contro un personaggio quando questi se ne va, nella maggior parte dei casi senza saperne assolutamente nulla. Negli altri casi, e forse è anche peggio, pensando di saperne qualcosa avendo pestato il suolo cubano per qualche settimana in uno dei paradisi di plastica che ben poco hanno a che vedere con la vera Cuba. 

Il segreto per capire se è morto un rivoluzionario che ha regalato un sogno alle persone o un dittatore repressivo sta nel guardare le cose dal punto di vista corretto. Ho sentito svariate voci che dipingevano l'isola cubana come una prigione a cielo aperto, un luogo povero, miserabile, fatiscente, che cade letteralmente a pezzi e dove la gente prova sulla propria pelle una sorta di privazione sensoriale, essendo abituata solo a pochissimi sapori; un luogo dove per gli stranieri è difficilissimo poter ricevere attenzioni che…

Passato Prossimo

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Il 9 giugno scorso è successa una di quelle cose abbastanza inconcepibili per un viaggiatore e per chi si dichiara tale: un aereo all'interno del quale c'era un sedile prenotato a mio nome ha staccato la carlinga dal suolo senza di me. No, non mi sono svegliato tardi e ho perso l'ultimo treno disponibile per l'aeroporto, non ho fatto bagordi la sera prima dimenticandomi che avevo un viaggio da compiere. Tutt'altro. Per una volta ho dovuto rinunciare a una partenza. Se credessi solo in ciò che è dimostrabile mi accontenterei di addurre che questioni burocratiche hanno impedito il mio ritorno in Sud America, ma in realtà so che qualcos'altro mi ha trattenuto qui. Dal momento in cui quell'aereo è partito senza di me ho avuto una nettissima sensazione che mi riconduce al mio libro appena uscito e al tempo vissuto come se in qualche modo fosse già scaduto.
Ho infatti l'impressione che quel giorno abbia fatto ingresso in una macchina del tempo e che tutto qu…

MEXICO, DF, la città che trema e sprofonda

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Il nostro viaggio iniziato 12 giorni fa dalla periferia di Guatemala City si è concluso idealmente alle 5 del mattino del 31 dicembre 2015 davanti al monumento della Revoluccion situato in una delle numerose zone centrali di Città del Messico. Dopo aver attraversato Chiapas e Oaxaca, il traguardo ideale non poteva essere altro che il centro nel quale confluiscono inevitabilmente tutte le differenti culture del Paese. Con quasi 25 milioni di persone al suo attivo, l'area metropolitana di Città del Messico è la prima in assoluto nell'emisfero occidentale e la seconda al mondo, dietro solo a Tokyo. Solo la cintura più centrale della città è lunga 50 km e larga 35, e una piccola impressione della sua immensa grandezza la si può provare salendo al 44esimo piano della Torre Latino Americana, simbolo del capitalismo del Paese e a lungo negli anni, con i suoi 183 metri, grattacielo più alto di tutta l'America Latina. Il Distretto Federale sorge su quello che una volta, ai tempi d…

GUATEMALA-MEXICO solo ida, Diario di bordo, Dia 11 y 12

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GUATEMALA-MEXICO solo ida,   Diario di bordo,    Dia 11 y 12

Oaxaca, la città del verme nella bottiglia



Dire qualcosa di Oaxaca de Juarez senza cadere nei banali complimenti è un'impresa ardua. Capitale dello stato omonimo a sud del Messico, la città è uno snodo cruciale di tradizioni culturali e gastronomiche. Il suo centro è patrimonio Unesco e percorrendolo non si fatica molto a capire il perché. Ci arriviamo dopo un tortuoso viaggio dalla costa a bordo di un furgoncino scomodo che ci lascia in un minuscolo terminal alle 5 del mattino. Troppo tardi per dormire ancora, troppo presto anche per far colazione e permanenza che non si preannuncia sotto i migliori auspici, dato che appena arrivati in molti ci guardano strani perché non abbiamo riservato neppure un letto per quei giorni di stagione altissima. L'incubo di dover finire in qualche posto dove tolgono un occhio della testa o ancora peggio la ripartenza prematura sono quanto mai concreti e già durante la mia prima breve …

GUATEMALA-MEXICO solo ida, Diario di bordo, Dia 9 y 10

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GUATEMALA-MEXICO solo ida,  Diario di bordo,   Dia 9 y 10
Retorno a la costa Oaxaqueña  (Punta Zicatela, Puerto Escondido, Mazunte)




Sono tornato nella costa dello stato di Oaxaca e mentre l'altra volta ci ero finito un po' a istinto, questa volta la metto tra le priorità del viaggio. L'autobus della compagnia OCC (acronimo che non può non regalarmi un sorriso ricordandomi una vecchia band di amici abruzzesi) è di una comodità e puntualità svizzera e da S. Cristobal de las Casas ci porta a Puerto Escondido in dodici ore notturne, passate quasi del tutto dormendo. Vale la pena visitare Puerto Escondido per tre cose fondamentalmente: la vendita del pesce sulla spiaggia dei pescatori alle sette del mattino, la playa di Punta Zicatela situata a cinque minuti di trasporti collettivi e la bioflorescencia del Lago Manialtepec, laguna situata venti km circa più a nord nella quale si può ammirare il plancton che si illumina. 
Voglio assolutamente tornare a farmi illuminare dal plan…