21 agosto 2017

Lettera a un frustrato



A te che ti lamenti per il troppo caldo in estate, il troppo freddo in inverno e il clima pallido nelle mezze stagioni  (che da anni dici non esistere più alzando le spalle con la saccenza di chi crede davvero di sapere tutto), ti manderei a Los Angeles, sono sicuro che ti lamenteresti persino del clima sempre soleggiato,
A te che quando la rivoluzione tecnologica era già iniziata spaccavi computer o inneggiavi a chi lo faceva per te sul palco di un teatro,
A te che la grammatica è qualcosa per dotti, l'importante è il concetto, come se ti presentassi a un colloquio con la camicia sporca di fango pretendendo ascolto,
A te che da giovane hai sempre guardato con disprezzo chi non si allineava al tuo modo di divertirsi, chi preferiva una festa in casa a una notte da sballo in discoteca, chi un libro all'ultimo tormentone estivo, chi preferiva studiare e inventarsi un lavoro diverso per cambiare prospettiva e non dover odiare due terzi della vita proprio come succede adesso a te con il tuo lavoro,
A te che dicevi "ma come fai a viaggiare in giro per il mondo senza qualcuno che ti finanzia? Sicuramente avrai conti in banca alle Cayman.", perché per te è inconcepibile l'ingegno umano, dietro una conquista ci vedi solo ed esclusivamente qualcosa di marcio,
A te che "ma come fai a vivere in Sud America meglio di come faresti in Italia? Secondo me spacci, del resto cos'altro si va a fare in Sud America?", dimostrando che del mondo conosci giusto il giardino di casa tua e i tuoi pregiudizi ti farebbero mettere dogane e frontiere direttamente all'uscio della tua abitazione.
A te che hai sempre criticato la tecnologia, demonizzandola come un'arma di distruzione, la stessa grazie alla quale urli il tuo disprezzo verso il mondo, ma sostanzialmente verso di te, commentando come un forsennato dal salotto spoglio di casa tua,
A te che un giorno sei un politologo, il giorno dopo un esperto di vaccini, poi un fine conoscitore delle tendenze sessuali altrui, un allenatore di calcio ogni finale di Champions League e un fanatico di atletica ogni Olimpiade, 
A te che hai sempre l'ultima parola come si usa come i pazzi, che le cose le vedi solo dal tuo punto di vista volubile,
A te che grazie a qualcuno che ti ha messo in mano uno smartphone adesso non perdi occasione per essere su Twitter uno di quelli che rappresentano fedelmente il cosiddetto "popolo del web" al quale sostanzialmente non va mai bene niente e lo dice apertamente,
A te che critichi i "wrustel al mare" solo perché ti hanno lasciato in ufficio a puzzare aspettando la tua inutile settimana di ferie ad agosto, nella quale ti sentirai un re e non farai altro che trattare male chi avrà la sfortuna di incrociare il tuo cammino in un hotel, in una spiaggia o in un ristorante, pubblicando ovviamente le tue gambe indecorose con il mare in sottofondo,
A te che odi, detesti una star e la invidi ma che non saresti mai disposto a fare un decimo dello sforzo che ha fatto per diventare quello che è, ancora convinto che alzarsi la mattina, percorrere la tangenziale per andare al lavoro e stare 8 ore in ufficio sia la cosa più pesante del mondo,
A te che se vai una settimana all'estero ti credi Cristoforo Colombo ed è grazie a quelli come te che gli italiani fuori dai propri confini sono ancora considerati mafiosi, maleducati, ladri, quelli che gridano e quelli che pensano sempre di sapere tutto,
A te che "un politico non ha mai fatto un cazzo nella sua vita", inneggiando gruppi tipo "Dimissioni e tutti a casa" (e poi però devi andare tu in Parlamento e vedere di che cosa saresti capace), è per quelli come te che persone poco credibili come Grillo, Salvini, Le Pen, Maduro e Trump hanno la considerazione che mai avrebbero raggiunto in un mondo normale,
A te che se vedi nero vedi nemico,  solo perché qualcuno ti ha detto che dev'essere così e che sei capace di scambiare Samuel Lee Jackson per un clandestino in una foto virale,
A te che le regole si rispettano quando sono gli altri a doverti qualcosa, quando tocca a te essere onesto equivale a essere stupido e che te la prendi con un disabile perché gli rubi il parcheggio a lui riservato,

Sei quello che una volta al bar prendeva gli schiaffoni dietro il collo per le cazzate che diceva sul mondo e che adesso, grazie ai mezzi di cui disponi e a chi li ha creati, puoi spargere senza limite la tua merda sentendoti considerato come un premio Nobel, rigorosamente da un profilo falso senza neppure mettere la faccia.
Gente come te è pericolosa quanto un camion dell'Isis contro la folla, perché l'unica cosa nella quale puoi eccellere è distruggere quello che gli altri provano a costruire, fondamentalmente perché tra vivere ed esistere hai sempre scelto la seconda opzione.
Del resto, parafrasando Clint Eastwood, il mondo si divide in due categorie: gli spettatori non paganti paragonabili ai voyeur e chi la partita almeno accetta lo scotto di giocarla, convinto che qualcuno criticherà a prescindere. Lo farà non tanto per gli errori che chi gioca può commettere, ma più che altro per il coraggio che chi sta a guardare non ha mai avuto e mai avrà per scendere in campo e confrontarsi da vicino con i propri fallimenti.

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